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I commenti più recenti

  • Body of evidence Videoregistrazione

    • 25-10-2020 Un film prodotto...
      ..un anno dopo Basic Istint. I sue film si somigliano. Personaggio principale è sempre una donna bellissima, emancipata e sicura di se. Forse troppo. Di contorno un grande attore. Detective in un caso e avvocato nell'altro. Affascinati e forse succubi di un gioco erotico di cui neanche immaginavano la potenza. Un altro segnale evidente che l'uomo senza la sua forza fisica ha ben poche possibilità con o contro (a scelta e secondo i casi) la donna. Più intelligente, fantasiosa. Capace di più cose nello stesso tempo. Più resistente. E quindi sono degli autentici giocattoli. In questo film compare non troppo velato un aspetto importante dell'erotismo. Il bdsm. E per essere il 1993 è un bel traguardo.
  • Gelo

    De Giovanni, Maurizio

    • 25-10-2020
      Laura Caterini Consigliato
      Eccellente, come tutti i libri di De Giovanni. Alla trama ben congegnata e sicuramente verosimile e ai personaggi tanto ben descritti che sembra di conoscerli personalmente, l'autore aggiunge, anche in questo racconto, pagine di pensieri profondi e di autentica poesia. Bellissimo. L'unico aspetto che mi è apparso strano è che Napoli (dove per qualche tempo ho abitato) sembra avere il clima glaciale di una città scandinava o canadese... si vede che l'autore è molto freddoloso
  • La terapeuta

    Flood Helene

    • 25-10-2020
      Laura Caterini Niente male
      Storia che si legge con interesse e, come tutti i gialli, non si vede l'ora di arrivare alla fine... insomma, nell'insieme, abbastanza intrigante e originale, con finale inaspettato. Allora perché solo tre stelle? Cos'è che mi ha lasciato perplessa? Proprio la figura della protagonista, la terapeuta che, proprio per il suo lavoro, dovrebbe essere forte di carattere e senza troppi problemi personali e invece è una persona insicura, puerile, incapace di agire e, soprattutto, senza il minimo intuito. Inoltre fa anche delle sciocchezze, come quella di cancellare il messaggio del marito scomparso (non si capisce poi perché lo fa) e quella di avventurarsi da sola nella foresta alla ricerca di tracce. In sintesi: il libro è interessante durante la lettura ma è meglio non rifletterci troppo dopo averlo finito!
  • La tempesta

    Shakespeare, William

    • 25-10-2020
      Marco Ferri Non sempre semplificare impoverisce.
      "Se con la vostra arte, amatissimo padre, avete sollevato quest'urlo dalle onde selvagge, ora calmatele. Sembra che l'aria voglia rovesciare fetida pece, ma che il mare, alzandosi fino al volto del cielo, ne attenui il fuoco.» (Miranda, Atto I. Scena II) Questa commedia di Shakespeare ha una fascinazione resa godibile dalle illustrazioni di Desideria Guicciardini, ma assegna agli adulti che leggeranno i testi ai figli o ai nipoti o agli alunni il compito di spiegare il significato. Perché scatenare una tempesta che costringa la nave a rifugiarsi nell'isola di modo che il disegno politico si realizzi? Cosa può prendere il posto della rabbia, del rancore e della vendetta se non spingere gli eventi e gli uomini che di questi eventi sono i protagonisti verso una prospettiva positiva? Non sono concetti difficili da raccontare ai più piccoli, ma bisogna volerlo fare con pazienza. La critica dice che "La tempesta" è un omaggio alla temperanza. Mi pare che sia un concetto di cui dovremmo fare uso più spesso. Perché insegna il rispetto dei tempi e dei modi. <Se tu rompi il suo nodo virginale prima Che tutte le rituali cerimonie possano Essere celebrate con rito pieno e sacro Amaro sdegno e discordia devasteranno L'unione del tuo letto>. Alba Meo, che ha curato l'adattamento, riesce a inserire versi di speranza, quando, in conclusione, afferma: "Anche Calibano era libero e felice. Con salti e capriole scese giù dal promontorio dell'isola e cominciò a rincorrere le onde del mare. "Reti non dovrà intrecciare, né legna trasportare quando lui me lo comanda. Non più piatti da lavare né padelle da raschiare. Cali Cali Calibano un padrone più non ha! Allegria e libertà!"
  • Ex ortodossa : il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche

    Feldman, Deborah

    • 25-10-2020
      Morena Terraschi
      Deborah Feldman è nata nella comunità chassidica Satmar di Williamsburg a New York, la comunità vive secondo dei rigidi principi ebraici: parlano yiddish, seguono i precetti della torah, vivono praticamente segregati rispetto agli altri abitanti di New York, hanno le loro scuole. Una comunità in cui le donne sono fortemente represse. Cresciuta con i nonni, il padre era inaffidabile e la madre aveva lasciato la comunità quando lei era molto piccola, fin da subito vive con difficoltà le regole e le limitazioni che le sono imposte. Non può leggere libri in inglese, non può indossare pantaloni, non può studiare... a 17 anni si sposa (un matrimonio combinato) e la limitatezza della sua educazione sessuale le fa vivere momenti difficili e dolorosi, non per questo però si arrende e nel tentativo di essere più libera, migliorare la propria vita e proteggere il figlio che nel frattempo ha avuto, si iscrive all'università e inizia un percorso di emancipazione che si conclude con l'abbandono della comunità e la lotta vittoriosa per ottenere la custodia del figlio (cosa tutt'altro che scontata). Feldman ha pagato un prezzo molto alto per la su fuga, il percorso non è stato certo facile ma ora oltre a poter esser finalmente sé stessa, guarda agli anni della sua infanzia e adolescenza senza acrimonia ma con lucidità, è consapevole delle proprie radici e dei problemi che una comunità chiusa come quella chassidica provoca alle persone che ne fanno parte, non rinnega la sua ebraicità e rivendica la sua libertà. Molto bello.
  • Bohemian Rhapsody

    • 25-10-2020
      Un film importante che dà rilievo ai primi anni della storia dei Queen prima delle loro celeberrime esibizioni nel mondo. Una interpretazione magistrale da parte di Rami Malek che incarna perfettamente, pur non potendolo imitare completamente, il carisma della figura di Freddie Mercury. Semplicemente, un film da vedere!
  • Il nascondiglio

    Boltanski, Christophe

    • 25-10-2020
      Sgabuzzino ingarbugliato
      Boltanski, redattore di Liberation, all’esordio come romanziere dimostra uno stile particolare di taglio giornalistico dove non mancano humour e analisi. Il Nascondiglio è la storia della sua famiglia, ebrea di odessa emigrante in Francia, tanto colta quanto bizzarra e grottesca. L’idea di fondo è originale, raccontare la Shoah senza praticamente mai parlare degli orrori della guerra ma attraverso la descrizione di un appartamento parigino in rue de Grenelle, dove ogni stanza diventa un luogo della memoria un nascondiglio per rifugiarsi quando fuori il mondo cede alla follia. Purtroppo non sempre una buona intuizione si trasforma in qualcosa di indimenticabile soprattutto se manca la capacità di saperla coltivare e mantenere a lungo . Il libro procede piacevolmente e velocemente per un buon terzo per poi incominciare una costante e lenta discesa verso la monotonia e la staticità fino ad arrivare in un punto morto, quella botola che salvo la vita alla zia durante l’occupazione nazista, sbattendo su un finale frettoloso e anonimo . Peccato TwoPointSeventyfive-Star Book
  • Finestre alte : novelle

    Negri, Ada <1870-1945>

    • 25-10-2020 Maria Benedetta De Vito Ada è viva
      In questi tempi di distanziamento anche le Biblioteche, fisicamente, sono distanti. Io mi sono recata, una volta soltanto, alla Centrale ragazzi per prendere un libro che aveva ordinato e sono rimasta tanto male nello scoprir che non potevo passar la soglia dell'uscio, che il plexiglass affogava i volti dei bibliotecari di solito sorridenti e che non potevo neanche pensare di mettere il naso tra i miei amati libri. Tutto ciò premesso per dir che di certo non sono potuta andar a leggere nei fondi speciali i racconti di Ada Negri! Ma grazie a internet, almeno questo si può fare, e così me li sono trovati, scaricati sul mio librino elettronico e goduti, uno via l'altro, perché sono uno più bello dell'altro. Bellissima la storia di una coppia di non vedenti che, nel bambino che nasce, trovano il sole e l'amore. Bellissima, e triste, la storia delle due sorelle che, con una punta di invidia tra loro, dividono amante e marito. E mi è piaciuta assai la novella che ha per protagonista una Benedetta, mia omonima, serva fedele, al colore di stoviglia, ubbidiente, mansueta, pia, tutta per la sua signora che si ricostruisce, a modo suo, quando quella in poca carne e molte ossa finisce al camposanto. Sì, Ada è viva
  • Walden, ovvero La vita nei boschi

    Thoreau, Henry David

    • 25-10-2020
      E' una lettura che può aprire nuovi spazi mentali, spirituali, suggerire modi diversi di vivere e strappar via dalla routine logorante di vite senza senso. Tuttavia non è un libro semplice e alcuni passi possono risultare davvero pesanti. E' il diario di un'esperienza e la proposta di un modo diverso di vivere. Bellissimo.
  • Come la pioggia sul cellofan

    Verasani, Grazia

    • 25-10-2020
      Dario Tramacere Anime imprigionate
      “Sappiamo da sempre che il cielo non si tocca, che Icaro non ha fatto una bella fine, ma non è forse per provare un brivido che siamo ancora qui?”. Siamo alla fine del romanzo e Giorgia non sta tirando le somme sulla sua indagine né si avventura in sentenze «definitive» sul senso della vita. Di sicuro, il senso di provvisorietà che sempre anima le sue giornate si è notevolmente accentuato ora che la storia con Bruni è finita e lui è tornato a vivere in famiglia. Lo stesso senso di provvisorietà che anima tutti i personaggi, ma non solo di questo racconto: “I personaggi di Grazia Verasani […] sembrano tutti alla ricerca di una vertigine che li faccia sentire più vivi, ma che, inevitabilmente, non li dispensa dal rischio di precipitare”. Il virgolettato è tratto dalla presentazione del libro e, nella generale condivisibilità, pare addirittura ottimistico; perché alla ricerca della vertigine sembra accompagnarsi una fondamentale rassegnazione, un inestinguibile senso di inadeguatezza e insoddisfazione. Si fa carico di questo sentimento perfino un anziano coinquilino di Giorgia, che appare nella narrazione solo per esternarlo e poi sparire senza lasciare traccia ulteriore. L’alcol è il rifugio estremo ma abituale di Giorgia; che, per sua fortuna, può comunque contare sul solito ristretto manipolo di amici, inclusa Genzianella con la sua solidità «campagnola». Il lavoro può, allora, fungere pure da ancora di salvezza, tra un triste ricordo ed un doloroso incontro con Bruni. In questo episodio, Giorgia lavora alla soluzione di due casi distinti e diversi in tutto; eppure, le due indagini troveranno il modo di intersecarsi grazie ad una serie di (notevoli) coincidenze, Il merito di Giorgia sarò quella di riuscire a trovare il bandolo della matassa, portando alla luce e decifrando i tanti non-detti. L’indagine, però, sembra essere quasi un pretesto per accompagnarci nel mondo di Giorgia, nelle sue giornate mai eguali ma nemmeno diverse.
  • Vocabolario dei desideri

    Nevo, Eshkol

    • 24-10-2020
      Daniela Bertoglio Piccole storie, grandi emozioni
      Eshkol Nevo, nel 2019, ha tenuto una rubrica su Vanity Fair Italia, pubblicando questi 26 mini racconti, ognuno ispirato ad una lettera dell’alfabeto. Piccole storie, tutte centrate sull’idea di desiderio, e sulla ricerca di una mancanza. Da leggere e rileggere.
  • Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli : romanzo

    Moscardelli, Chiara

    • 24-10-2020
      Blablabla
      Libro davvero insopportabile. Uno stile "parlato", pieno di chiacchiere insulse, digressioni, ammiccamenti al lettore, spiritosaggini che non fanno ridere. La storia mi è sembrata senza capo né coda: non sono riuscita ad arrivare a pagina 100, era davvero troppo, magari poi migliora, ma ne dubito. .
  • La roba – La Lupa – Rosso Malpelo (Audio-eBook)

    Verga, Giovanni

    • 24-10-2020 Tema attualissimo
      Rosso Malpelo è un ragazzo emarginato a causa dei suoi capelli rossi. La profondità psicologica del personaggio offre riflessioni su quanto la società può cambiare l'individuo. Maltrattato da tutti, perfino dalla madre, (eccetto dal padre), è Rosso Malpelo infatti, non appena ne ha l'opportunità, a trattare male un ragazzo che va a lavorare con lui presso la cava. L'alienazione sociale e la sofferenza quindi possono rendere l'uomo violento e crudele. La storia commuove senza dubbio chiunque la legga, eppure siamo circondati da "Rossi Malpeli" e ci fa comodo fingere di non vederli: sono quelli a cui voltiamo le spalle quando fanno l'elemosina, quelli che fanno la fila alle mense dei poveri, quelli che non hanno un tetto sotto cui dormire, quelli che hanno problemi di apprendimento, di cognizione e sono il compagno di classe di nostro figlio. In sostanza Rosso Malpelo è il diverso, il rifiutato e il rifiutabile.
  • Apocalisse Z : romanzo

    Loureiro, Manel

    • 24-10-2020
      Un originale romanzo sugli zombie e non sto scherzando. Finalmente il protagonista di un attacco zombie non è un uomo coraggioso, un abile avventuriero ma un umile avvocato che cerca di sopravvivere. L'unico motivo per cui entra in azione e se ne va di casa è per mancanza di cibo e preferisce usare l'astuzia piuttosto che la forza bruta. Sarà comunque sfortunato come i personaggi della serie tv TWD, trova un posto sicuro, per così dire, ma sarà costretto ad abbandonarlo. Sono sicuro che vi affezionerete anche voi al gatto Lucullo. Il libro viene suddiviso in base ai giorni vissuti dal protagonista, infatti lo si può considerare come un diario.
  • Ore giapponesi

    Maraini, Fosco

    • 24-10-2020
      Un libro straordinario scritto da un uomo straordinario. Un magnifico documento. Per chi vuole innamorarsi del Giappone e la sua cultura a 360° e chi ne è già perdutamente innamorato. Consiglio questa versione, anche se lo stesso testo è presente, insieme ad altri famosi, nel volume dei Meridiani Mondadori dedicato al lavoro e l'opera di Maraini, la consiglio nonostante la mole perchè è ricca di illustrazioni, disegni, fotografie. Credo sia un libro prezioso capace di schiudere la mente e il cuore. Maraini è stato un personaggio straordinario della nostra cultura, un uomo genuinamente amante della vita, poliglotta naturale, yamatologo ma non solo, eclettico, credo sia la parola, un umanista come ne sono esistiti pochi.