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Almarina

Parrella, Valeria

narrativa - Einaudi - 2019

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Esiste un'isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull'acqua, ed è lì che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant'anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l'altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze». Questo romanzo limpido e intenso forse è una piccola storia d'amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. Di espiare, dimenticare, ricominciare. «Vederli andare via è la cosa più difficile, perché: dove andranno [...]
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  • 30/06/2020
      

    Un riscatto nel futuro

    Almarina è una ragazza dell'Est europeo, in fuga da un padre manesco. Si trova al carcere minorile di Nisida e trova nell'affetto della docente di matematica la possibilità di un riscatto. Dalla povertà, dai pregiudizi, dal crimine, dal futuro; è una storia di affetto e complicità, narrata con sapiente maestria da Valeria Parrella, che ben sa raccontare l'animo femminile.
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  • 29/06/2020
      

    Mi piace molto la scrittura della Parrella, qui poi la storia di una professoressa che insegna matematica nel carcere minorile di Nisida, davanti a Napoli, tocca corde profonde. L'affetto che nasce nella protagonista nei confronti di Almarina, una ragazza dell'est scappata con il fratellino da un padre violento a e che è giunta lì per un piccolo reato, è anche il nostro affetto. E, insieme alla protagonista, speriamo e siamo convinti che dal carcere si possa uscire con un animo nuovo. Almarina si salverà e anche tanti ragazzi che attraverso lo studio avranno nuove opportunità di vita.
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  • 2 / 2 utenti hanno trovato utile questo commento

    Luciana Burlin

    08/06/2020   

    Ho conosciuto Valeria Parrella quando abbiamo letto per il Pre.mio Biblioteche di Roma: “Lo spazio bianco” e poi incontrato l’autrice e sono subito stata conquistata dal modo di raccontare la sua vita privata senza ombre, facendola diventare esperienza di tutte. Ho comprato questo libro perché ho letto che è ambientato a Nisida, un luogo, che fa parte dei ricordi della mia infanzia, ho trovato Almarina una storia e una scrittura coinvolgente, non riesci a dimenticare, rivedi Almarina in ogni zingarella, che incontri fuori dai supermercati e pensi a tutti quei ragazzi detenuti nelle carceri minorili, ragazzi che noi adulti avremmo dovuto difendere ed educare. E’ proprio la sensazione che vibra sottopelle alla professoressa, al direttore, ai responsabili dei laboratori, ai sorveglianti che quei piccoli delinquenti stiano meglio a Nisida che fuori, che rende drammatica ogni fine-pena. La caratterizzazione dei personaggi è frammentata e sintetica, ma le emozioni ti raggiungono, è un racconto che si legge tutto d’un fiato. Circolo Flaiano
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento

    Morena Terraschi

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    10/05/2020
      

    Elisabetta insegna matematica, ha 50 anni, è vedova, vive a Napoli. Insegna matematica in un posto particolare, il carcere minorile di Nisida. Nel suo dolore e nella sua solitudine, si interroga sul suo lavoro e sul suo vivere, finché non incontra Almarina, che porta su di sé il peso di un futuro incerto e di un passato doloroso. Elisabetta decide di ricominciare a sperare, di amarla, di prenderla con sé, di mettersi in gioco insieme ad Almarina che accetta la sfida, che accetta di essere libera, che decide di credere in un futuro nuovo. Una bellissima storia di libertà e di speranza, raccontata con misura e tanto cuore, tanto amore. Grazie Valeria.
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    16/06/2019
      

    rimane dentro

    "Non si realizza subito quando la vita sta cambiando. Oltre il movimento che vi imprimiamo, non si comprende immediatamente il cambiamento. Io ci metto un sacco. Che sia voluto o meno, mi accorgo di quel nuovo corso mentre ci scorro dentro. " Come può una ragazzina, detenuta nel carcere di Nisida, rendere libera chi in quel carcere ci va solo ad insegnare? È una storia di prigionie diverse che, vicendevolmente, si donano la libertà.
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