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Colpisci il tuo cuore

Nothomb, Amélie

Voland - 2017

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Marie è una bellissima diciannovenne che gode a suscitare l'invidia delle sue coetanee. Quando va in sposa a un giovane benestante, non si rassegna alla nascita di Diane, l'incantevole figlia che attira su di sé l'attenzione di tutti, come non si rassegna a una vita che sembra deludere le sue aspettative... Amelie Nothomb torna a regalarci un romanzo crudele, mettendo a nudo con precisione millimetrica i meccanismi più distruttivi dell'animo umano. "Colpisci il tuo cuore" è la storia di un amore assoluto. L'amore di una figlia per la madre, la sua ricerca di tenerezza, di conferme. Non è però il racconto di una crisi familiare. Invidia, gelosia, rabbia, rancore si muovono all'interno del testo come personaggi silenziosi in grado di farci sussultare a ogni cambio di pagina.
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  • 1 / 1 utenti hanno trovato utile questo commento

    Michela Colalelli

    14/05/2022   

    Resilienza

    Probabilmente è il romanzo di formazione della Nothomb. Non so quanto ci sia di autobiografico ma il risultato è buono. La lettura è semplice e scorrevole, leggere qualcosa della Nothomb è sempre piacevole. Il tema affrontato all'inizio è la repulsione di una mamma verso la figlia, forse per gelosia. La psicologia avrebbe sicuramente un termine adatto per questa sindrome ma non lo conosco. Il tema è sicuramente veritiero, credibile e lei è la prima a denunciarlo in maniera esplicita. Nella seconda parte si narra la realizzazione di questa bambina rifiutata che in piena autonomia, allontanandosi dalla famiglia di origine, riesce a divenatare emotivamente indipendente e un grande medico. Una bella storia, attuale e interessante. Il titolo si riferisce alle sofferenze emotive ricevute che con il tempo rendono resilienti. Consigliato.
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  • 6 / 8 utenti hanno trovato utile questo commento
    14/02/2021
      

    L’intelligenza del cuore.

    Romanzo molto interessante, forte e dinamico, con un ritmo serrato e piacevole. L’autrice belga ha uno stile narrativo intricante e coinvolgente. Il contenuto è ricco di riferimenti psicologici: l’analisi emozionale dei protagonisti sono tratteggiati e particolareggiati. La trama e i colpi di scena incombono: dialoghi e relazioni famigliari sono densi e ben intrecciati. La protagonista è madre di tre bambini, concentrata a dare il meglio di se. L'aspetto egocentrico emerge ed è a volte simpatico; ma ciò provoca dei drammi emotivi ai bambini piccoli, seppure inconsci a lei e al marito. La primogenita è la seconda protagonista che cerca rifugio affettivo nei nonni materni che la rincuorano. La crescita scolastica è fruttuosa fino alla imprevista morte accidentale dei nonni. Dopo il liceo si trasferisce in casa di un amica, ed affronta la vita con coraggio e spregiudicatezza. Si iscrive all’università, si laurea e poi segue le indicazioni di una ricercatrice per diventare docente. La relazione con la donna adulta è ambigua, l'intesa intrecciata si sfalda, la tensione sale con colpi di scena ripetuti e imprevedibili. La forza espressiva è esplosiva e coinvolge il lettore. Da leggere.
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  • 6 / 6 utenti hanno trovato utile questo commento
    08/11/2019   

    Terribile Nothomb ..

    ... ma terribili sono talvolta i rapporti tra le persone. Purtroppo non sempre l'amore trionfa, più spesso (forse?) disprezzo e odio turbano anche amicizie e parentele. Lucida e amara come sempre la scrittrice , indimenticabile autrice de"La metafisica dei tubi". E' vero come dicono altri commentatori: un libro da rileggere in altre fasi della vita.
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  • 6 / 6 utenti hanno trovato utile questo commento
    23/07/2019
      

    Più umano che crudele

    Non è mai tenera o edulcorata Amélie Nothomb, e in questo romanzo non mancano le delusioni sentimentali e le cattiverie, con la conseguente ricerca di umanità e affetti mancati. Letto tutto d'un fiato, lo riprenderò.
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  • 5 / 5 utenti hanno trovato utile questo commento
    19/02/2019   

    Il disprezzo supera l'odio

    La primavera arriva ogni anno con un nuovo libro di Amélie Nothomb. L’ultimo romanzo dal titolo Colpisci il tuo cuore, riserva molte sorprese all’interno di una elaborata introspezione familiare, in cui gelosia e invidia si fondono nei rapporti tra genitori e figli, condizionando questi ultimi nelle loro scelte comportamentali da adulti. Diane è la prima figlia di Marie e non riceve amore e affetto dalla madre, nella stessa misura dei due fratelli più piccoli. Il suo temperamento anziché indebolirla la rafforza, lasciandola sempre lucida nel valutare nuove amicizie alle quali andrà incontro. Durante i suoi studi di medicina conosce Olivia, intraprendente ricercatrice, che si rivelerà una mera utilizzatrice dell’amicizia con Diane per diventare professore ordinario. Quando Diane comunica alla sua amica che di fronte ad una scelta di docenza universitaria preferisce svolgere il ruolo di medico, Olivia, sapendo di perdere una comoda ed eccellente collaboratrice, le vomita addosso cattiverie, capaci del più profondo disprezzo. Alla luce di questa esperienza, Diane capisce che il disprezzo è ben peggio dell’odio e ripensando al difficile rapporto con sua madre, si sente più sollevata, perché la madre, pur non manifestandole amore, non l’aveva mai disprezzata. C’è molta verità in questo libro. Io stessa mi sono immedesimata in Diane, ripercorrendo un’amicizia ventennale che credevo sincera, satura, invece, di invidia e opportunismo. Dopo un periodo di inevitabile sofferenza, mi sono anch’io convinta, come la Nothomb, che una imbecille la si riconosce dalla sua ossessione di parlare sempre e di avere l’ultima parola in ogni discorso. Come per pochi libri mi succede, rileggerò questo romanzo di Amélie Nothomb in tempi ed età diversi, per constatare con la massima onestà intellettuale che la vera amicizia non conosce la parola “disprezzo”.
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  • 6 / 6 utenti hanno trovato utile questo commento
    21/09/2018
      

    Amelie la terribile

    Chi conosce questa scrittrice di lingua francese ne apprezza lo stile forbito e tagliente al tempo stesso. I suoi personaggi sono spesso paradossali e vengono messi a nudo fino a sembrare dei mostri, ma sono profondamente umani, con tutte le loro debolezze.
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