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La nazione delle piante

Mancuso, Stefano <1965- >

Laterza - 2019

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Finalmente la Nazione delle Piante, la più importante, diffusa e potente nazione della Terra, prende la parola.«In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.»
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento

    Morena Terraschi

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    13/01/2021
      

    Sviluppando gli otto articoli di una immaginaria ma concreta costituzione delle piante (che costituiscono di gran lunga la biomassa più importante del pianeta e che quindi, seguendo le regole democratiche, sono la maggioranza e potrebbero governarlo) Mancusa spiega come e perché la difesa del piante e dell'ambiente garantisce la nostra sopravvivenza come specie e dovrebbe ispirare tutte le nostre azioni. Un libro appassionante, interessante, scorrevole, Mancuso si conferma bravissimo divulgatore e scienziato impegnato.
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  • 8 / 8 utenti hanno trovato utile questo commento
    15/10/2020
      

    Il mondo vegetale come modello di convivenza politica

    L’ultimo libro di Stefano Mancuso, botanico di fama internazionale, non è solo un testo di divulgazione scientifica ma anche un manifesto politico. L’autore presenta il modello di convivenza delle piante formalizzandolo in maniera ingegnosa in una “Carta costituzionale” di otto articoli che ne esprime i principi ispiratori, in pratica la pari dignità tra tutti gli esseri viventi e la necessità di cooperare nella consapevolezza di un destino comune. Al modello del mondo vegetale, l’autore contrappone quello gerarchico e predatorio dell’uomo, il quale concepisce la terra solo come una risorsa da sfruttare a suo uso e consumo, senza rendersi conto che, così facendo, finirà per rompere gli equilibri naturali da cui dipende la sua stessa sopravvivenza. L’analisi dei singoli articoli, svolta con un linguaggio molto scorrevole, è lo spunto per una serie d’interessanti considerazioni storiche e scientifiche che portano ad una osservazione di fondo: nell’universo c’è solo una terra le cui risorse sono finite e dove la vita è possibile solo grazie al contributo delle piante ed all’interazione collaborativa tra i vari esseri viventi. Le conclusioni di Mancuso, anche se non originali, sono senz’altro convincenti. Mancano, tuttavia, proposte operative per rendere sostenibile lo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo. Cambiare modello di sviluppo e arginare la crescita della popolazione mondiale è un’impresa irta di ostacoli che, non a caso, nonostante gli ormai ultradecennali ammonimenti degli scienziati, non è ancora stato possibile superare. Per una efficace analisi di questi problemi può risultare utile la lettura del libro “Il pianeta stretto” del demografo italiano Massimo Livi Bacci.
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  • 3 / 3 utenti hanno trovato utile questo commento
    16/02/2020
      

    interessante e istruttivo

    Le piante, grazie alla fotosintesi, non hanno bisogno di spostarsi: traggono la loro energia dalla luce del sole. Gli animali sono tutti predatori: traggono il loro sostentamento da altri esseri viventi. Il peggior predatore è l'uomo che non caccia per sopravvivere ma per arricchirsi senza alcun rispetto per la terra e per tutti gli altri esseri viventi attuali e futuri. Forse non è corretto definirci....homo sapiens......
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  • 5 / 5 utenti hanno trovato utile questo commento
    29/07/2019
      

    Tutti i libri di Mancuso mi sono piaciuti, sono interessanti e semplici anche per chi non ha fondamenti di botanica. Questo è più narrativo, più "politico", una carta costituzionale del mondo vegetale.
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  • 7 / 7 utenti hanno trovato utile questo commento
    30/06/2019   

    Tecniche di sopravvivenza

    Interessante . Metafora del fenomeno delle migrazioni. Mi ha messo in discussione il significato di "stato vegetativo" usato per gli essere umani quando non sono,più in grado di vivere senza la funzionalità cerebrale.
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